Bike sharing, la nuova frontiera della mobilità sostenibile in città

 Il bike sharing è la nuova alternativa ecologica di mobilità che permette di spostarsi comodamente in città a bordo di una bicicletta condivisa, a costo ridotto e con grande beneficio per l’ambiente

Bike sharing, la nuova frontiera della mobilità sostenibile in città


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Come spostarsi in città abbattendo costi ed emissioni? Con il bike sharing! Si basa sulla condivisione della bicicletta per spostarsi nel traffico cittadino. Com'è facilmente intuibile dal nome del servizio, le bici sono condivise e possono essere noleggiate, solitamente per brevi periodi di tempo, da tutti gli abbonati al servizio.

Si tratta di uno strumento di mobilità sostenibile rivoluzionario, spesso messo a disposizione dalle amministrazioni pubbliche che intendono disincentivare l'utilizzo dell'automobile, con grande beneficio per l'ambiente (e la salute) e soprattutto a basso costo.

In Italia il fenomeno del bike sharing si è talmente affermato che, secondo il rapporto 2017 pubblicato dall'Osservatorio sharing mobility, il nostro paese vanta il primato in Europa per numero di biciclette adibite al servizio, numero di comuni aderenti all'iniziativa e numero di utenti soliti spostarsi in città in questo modo.

L'esperienza italiana è sostenuta fortemente dall'impegno costante dei comuni, degli enti territoriali e soprattutto del Ministero dell'Ambiente e da quello dei Trasporti, che promuovono iniziative volte a rivoluzionare il modo in cui i cittadini italiani si spostano in città.

​Le diverse tipologie di bike sharing in Italia


Le prime città a dotarsi del sistema di bici condivisa in Italia sono state Cuneo, Parma e Savigliano
, ma al giorno d'oggi il bike sharing è attivo ovunque, con un primato delle grandi città metropolitane come Milano, Torino e Bologna, ma anche in città più piccole come Udine, Benevento, Busto Arsizio e Bergamo.

In Italia il bike sharing sta cambiando le mappe urbane e soprattutto il futuro della mobilità. Come? In tre modalità diverse, differenti sia per gli enti finanziatori, sia per la modalità del servizio.

Abbiamo quindi:

Il bike sharing pubblico
: è gestito direttamente dalle Amministrazioni Pubbliche comunali, che mettono a disposizione delle biciclette per uso pubblico. Dopo l'utilizzo possono essere consegnate presso punti di raccolta determinati, disseminati in posizioni strategiche.

Il bike sharing privato
: è gestito da società che offrono un servizio di condivisione bici, accessibile dietro il pagamento di un abbonamento. Anche in questo caso, le biciclette devono essere riconsegnate sempre in punti di raccolta dislocati in città.

Il bike sharing free floating
: è gestito da società che offrono un servizio di condivisione bici. Ciò che lo differenza dagli altri servizi di bike sharing è la possibilità di lasciare la bicicletta in qualsiasi punto della città senza l'obbligo di riconsegna nei punti di raccolta.

Costi e sistemi di pagamento


I costi del bike sharing variano a seconda del servizio
pubblico o privato scelto, ma in generale sono molto competitivi, aggirandosi intorno ai 20 centesimi di euro per ogni mezz'ora di utilizzo. Un prezzo davvero vantaggioso e che può essere saldato in diversi modi:

 Abbonamento: al momento dell'iscrizione al servizio si paga un abbonamento. Questo può essere di diverso tipo a seconda delle proprie esigenze. Si può per esempio scegliere la formula annuale, oppure la formula occasionale (mensile, settimanale o giornaliera) a seconda di quanto si ha intenzione di utilizzare il servizio. L'abbonamento è ricaricabile presso i punti vendita autorizzati oppure anche via web. 

A deposito: questa modalità di bike sharing consente di utilizzare la bicicletta senza nessun tipo di abbonamento, ma pagando l'effettivo tempo di utilizzo del mezzo tramite addebito sulla carta di credito.

Tessera contactless: alcune società di bike sharing permettono di pagare il servizio utilizzando il contactless, ovvero semplicemente avvicinando la propria tessera di iscrizione (simile a quelle tradizionali come bancomat o carta di credito) all'apposita torretta di riconoscimento presente in ogni punto di raccolta. Il vantaggio di questa modalità è che la procedura di pagamento è molto più rapida e tutto avviene in pochi istanti.

Smartphone: con lo smartphone oggi possiamo fare tutto, anche ricaricare le diverse applicazioni di bike sharing disponibili. Dopo aver scaricato l'app ed essersi registrati, è sufficiente agganciarvi il proprio IBAN o carta di credito per completare il pagamento in piena comodità e sicurezza.

​Le biciclette

Il bike sharing si avvale di modelli all'avanguardia, divisi in biciclette tradizionali, biciclette elettriche o con pedalata assistita.

Altra caratteristica di queste biciclette è il design, che coniuga tradizione e modernità. Sono infatti progettate per ricordare i classici modelli di bicicletta unisex, ma si contraddistinguono per i colori vivaci e particolari che ne permettono la facile identificazione.

Infine, va ricordato che tutte le biciclette sono progettate e costruite per scoraggiare furti e atti vandalici: non hanno parti staccabili e alcune sono persino dotate di GPS che le rende rintracciabili in modo rapido, anche quando non vengono lasciate nei punti di raccolta.

​Il bike sharing come scelta ecosostenibile e l'impegno del Gruppo Unipol


Il miglioramento del sistema dei trasporti in particolar modo urbano e la diffusione di una vera e propria cultura della mobilità sostenibile è una delle priorità per tutte le realtà che vogliono contribuire alla salvaguardia dell'ambiente, oltre a creare nuove opportunità economiche.

​Il Gruppo Unipol si impegna da sempre in iniziative volte a tutelare l'ambiente, con l'obiettivo di orientare, incoraggiare ed aiutare i propri dipendenti, nelle diverse sedi e città di insediamento, a perseguire stili di vita più sostenibili.

Le iniziative del gruppo hanno portato infatti ad investire nella ciclomobilità, coinvolgendo direttamente i dipendenti nel percorso. A tale scopo, sono stati realizzati progetti di bike sharing cittadino nelle sedi di Bologna, Firenze e Verona ed interventi in tale direzione sono stati estesi gradualmente anche nelle sedi di Torino, Milano e Padova.

Il Gruppo Unipol ha quindi l'obiettivo di guadagnarsi, grazie al coinvolgimento attivo di tutti coloro che vi lavorano, il titolo di azienda bike-friendly, amica della bici, e, in tal modo diventare un modello "esportabile" di promozione della mobilità ecosostenibile in tutto il mondo.

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