Risparmio Gestito e Direttiva MiFID II: cosa c’è da sapere

 Sempre più italiani scelgono il risparmio gestito come strumento a cui affidare i propri soldi: il vantaggio di avere un esperto che aiuta gli investitori ad aumentare i rendimenti e maggiori tutele per chi investe grazie alla nuova Direttiva MiFID II

Risparmio Gestito e Direttiva MiFID II: cosa c’è da sapere


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​Per risparmio gestito si intende la quota di accantonamento personale affidata dal risparmiatore ad uno o più gestori professionali, che provvedono ad amministrare le risorse loro conferite nell'ambito di un mandato ricevuto.

Solitamente tra risparmiatore e gestore professionale esiste la figura dell'intermediario, rappresentato da una Banca o Consulente Finanziario, che recepiscono le esigenze finanziarie del cliente attraverso un questionario di adeguatezza sottoposto al cliente contestualmente all'apertura di un dossier titoli e periodicamente rinnovato.

I principali strumenti di Risparmio Gestito sono: fondi comuni di investimento, ETF (Exchange Traded Fund), gestioni patrimoniali, fondi pensione, polizze assicurative.

Come funziona.

Il Risparmio Gestito ha fatto il suo ingresso in Italia ad inizio degli anni '80 del secolo scorso, attraverso i Fondi comuni di investimento; tra le motivazioni principali del loro successo troviamo i rendimenti via via decrescenti dei Titoli di Stato e l'impossibilità da parte di molti risparmiatori (soprattutto nei primi anni di ingresso di tali strumenti) di avvicinarsi direttamente ai mercati azionari.

Gli strumenti di Risparmio Gestito, infatti, rappresentano solitamente una forma di investimento che non richiede una consistente cifra iniziale, ma allo stesso tempo permette di diversificare gli investimenti su una pluralità di strumenti finanziari, in quanto vige il principio della gestione collettiva.
 In altre parole, un Fondo Comune di investimento è una cassa collettiva dove confluisce il risparmio di una pluralità di investitori e tale denaro viene investito in strumenti finanziari secondo regole prestabilite.
Il portafoglio del Fondo Comune è unico per tutti i sottoscrittori della medesima linea di investimento ed è diviso in quote.
Pertanto, l'investitore riceverà una numero totale di quote proporzionale al controvalore del capitale che investe.

In questo senso è evidente il vantaggio offerto all'investitore, anche con modeste somme investite, in termini di diversificazione e accessibilità a strumenti finanziari altrimenti preclusi.

In questo contesto, come detto in precedenza, esistono soggetti specializzati nella gestione del patrimonio a loro affidato ed esistono figure intermedie (Banche o Consulenti Finanziari) che suggeriscono al cliente come ripartire al meglio la propria ricchezza per raggiungere gli obiettivi finanziari attesi.

In questo senso, per venire meglio incontro alle esigenze di trasparenza e tutela di chi investe, nasce la MiFID II, la nuova normativa introdotta a inizio del 2018 che regolamenta il mercato finanziario europeo e quindi ha impatti rilevanti anche nell'industria del risparmio gestito, con particolare riferimento all'obbligo da parte delle imprese che gestiscono risparmi per conto terzi di fornire una rappresentazione completa delle varie tipologie di investimento e dei costi ad esse connesse, anche per permettere all'investitore di meglio confrontare le alternative di investimento a sua disposizione.

MiFID II - Markets in Financial Instruments Directive. La prima MiFID - Direttiva comunitaria in materia di mercati degli strumenti finanziari - introdotta nel 2004, ha definito il modo in cui le imprese di investimento conducono le proprie attività e quali requisiti organizzativi sono necessari per farle funzionare correttamente.

La Direttiva ha inoltre delineato:

  1. i requisiti di autorizzazione per accedere ai mercati finanziari regolamentati;
  2. le segnalazioni necessarie alle Autorità di regolamentazione per evitare abusi di mercato;
  3. la necessità di trasparenza commerciale per l'acquisto e la vendita di azioni;
  4. le linee guida per i requisiti degli strumenti finanziari.

Da gennaio 2018 è in vigore la MiFID II che si occupa, nel complesso, di introdurre mercati più equi, sicuri e con procedure più trasparenti, che migliorano quindi la protezione dell'investitore.

La Direttiva MiFID II si concentra fortemente sulla protezione dei clienti e garantisce che agli investitori siano venduti i prodotti meglio compatibili per le loro esigenze. Ciò significa che qualsiasi organizzazione che faciliti gli investimenti deve garantire che siano conformi alla MiFID II.

Test di adeguatezza. La crisi finanziaria del 2008 ha fatto emergere la mancanza di trasparenza nel mercato finanziario, l'innovazione nel tipo di prodotti di investimento offerti così come l'aumento nell'utilizzo della tecnologia. Tutto ciò ha portato ad una maggiore attenzione riguardo alla valutazione del cliente e alle proposte di investimento più adeguate per investire il suo capitale.

Gli aspetti chiave che la MiFID II tocca in termini di protezione e trasparenza sono i seguenti:

  • Allineare alcune categorie di asset finanziari per ridurre il rischio degli investitori;
  • Obbligare le imprese di investimento a fornire agli investitori informazioni più dettagliate sui costi e gli oneri;
  • Valutare il cliente sull'adeguatezza quando si decide di fornirgli una consulenza;
  • Spiegare le basi su cui viene fornito il consiglio di investimento;
  • Esplicitare se la consulenza sugli investimenti viene fornita su base indipendente o meno.

Alla luce dei punti sopraelencati, il questionario di valutazione è uno strumento prezioso che permette al cliente di avere un portafoglio maggiormente adatto alle sue esigenze.

In particolare, nel questionario ci sono domande riguardanti:

  • Età e professione;
  • Situazione patrimoniale e reddituale;
  • Esperienza e Conoscenza degli strumenti finanziari;
  • Obiettivi attesi e periodo di investimento.

In questo senso è fortemente consigliato per il cliente fornire risposte il più possibile veritiere ed in linea con il proprio profilo economico e finanziario, aiutando così il Consulente a redigere un profilo quanto più corretto in termini di rischio sopportabile e di raggiungimento degli obiettivi attesi.