Quanto costa avere un figlio? È possibile risparmiare?

 L’Italia è uno dei paesi con il tasso di natalità più basso al mondo. La causa? Spesso manca quella sicurezza economica che invoglia a mettere su famiglia. Per i neo-genitori (o aspiranti tali), ecco qualche utile consiglio per risparmiare.


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L'amore per i figli non ha prezzo. Eppure, gli ultimi dati dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori sui costi relativi al mantenimento di un figlio nel primo anno di vita ci dicono il contrario.
La ricerca parte dal presupposto che molte coppie rinuncino a fare il secondo figlio, o addirittura a diventare genitori, per paura di non poter sostenere l'impegno economico che questo richiede, non solo rispetto ai costi per la cura di un bimbo (alimenti, vestiario, alloggio, salute) ma anche per le spese che derivano dalla sua crescita (socialità, istruzione, cultura, intrattenimento).

Una tendenza confermata anche dai dati di un recente rapporto di Federconsumatori secondo cui l'impegno economico che bisogna sostenere nel primo anno di vita del proprio figlio varia da un minimo di 7.123,01 euro a un massimo di 15.348,93, con un aumento compreso fra lo 0,7% e l'1,4% rispetto al 2017.
Un costo decisamente oneroso, soprattutto se si tiene conto che a queste spese bisognerebbe aggiungere anche il costo per tutte le fasi che anticipano l'evento e che tengono conto dei test di gravidanza, delle visite specialistiche, del corso preparto (non sempre gratuito), del vestiario premaman e di molto altro ancora, per un totale di circa 2.000 euro ulteriori.

Insomma, quanto costa davvero avere un figlio?

Diventare genitori è una scelta che comporta un impegno economico importante, ecco perché prima di compiere questo passo sempre più coppie temporeggiano aspettando una situazione economicamente più stabile e opportuna.
Ma in un momento storico e sociale di precarietà in cui le condizioni lavorative e di remunerazione peggiorano soprattutto per i più giovani, la decisione di compiere il grande passo tarda ad arrivare ogni anno di più, con un'età media dei genitori che tende a spostarsi dai 31 ai 35 anni.
Nonostante le premesse sembrino non del tutto incoraggianti, è sufficiente adottare qualche piccolo accorgimento per risparmiare il più possibile sia nella fase pre-nascita, sia in seguito. Vediamo come.

Come risparmiare per la nascita di un figlio

1.    Affidarsi al passaparola


 La prima cosa da fare per creare il corredino del proprio bimbo è affidarsi al passaparola. È molto probabile infatti che tra parenti, amici e conoscenti ci sia qualcuno diventato recentemente genitore che possa regalare qualche tutina o vestito da bimbo che altrimenti resterebbero in fondo a un cassetto. I bimbi piccoli crescono molto velocemente per cui i vestiti per neonati di "seconda mano" sono quasi sempre nuovi e riutilizzarli è un ottimo modo per condividere risorse preziosissime tra genitori.

2.    Dare un'occhiata ai siti o ai mercatini dell'usato


 Come in ogni esperienza di acquisto contemporanea, la dimensione digitale occupa un posto centrale. E anche quando si comprano vestiti e accessori per i bimbi, Internet è un canale ampiamente utilizzato: cresce il ruolo dei siti o dei mercatini dell'usato online che garantiscono risparmi significativi a fronte dell'acquisto di oggetti che magari sono praticamente nuovi. Per un passeggino, sul web è possibile risparmiare almeno un terzo del suo prezzo originale, mentre nei mercatini dell'usato questo costo si abbatte fino al 77%. Fondamentali in questa ricerca sono anche i social network come Facebook, dove i gruppi di "scambio/regalo" sono numerosissimi.

3.    Associarsi ai programmi fedeltà


Molte catene di negozi per l'infanzia offrono programmi fedeltà dedicati appositamente ai neogenitori! Spazio a omaggi, kit di benvenuto, assortimenti di prodotti necessari ai primi mesi ma anche ai primi anni di vita del piccolo, come fasciatoio, culla, lettino e l'ormai immancabile trio, il supporto modulare che accompagna il bimbo in tutte le fasi di crescita, dagli zero ai due anni, composto da:

  • navicella, la carrozzina "monta e smonta" che può essere utilizzata in casa e anche in auto in tutta sicurezza, grazie al kit di mini-cinture di sicurezza
  • ovetto, il pratico mini-seggiolino che si presta tanto ai tragitti su quattro ruote quanto alle passeggiate a piedi
  • passeggino, per l'ultima fase che precede il cammino del piccolo. 

4.    Evitare i prodotti usa e getta, ma optare per quelli lavabili e riutilizzabili


Ecologici, economici e soprattutto naturali: il mercato offre una grande varietà di prodotti dedicati ai neonati riutilizzabili. Un esempio? I pannolini lavabili che permettono sicuramente di ridurre le spese, dando persino un contributo ambientale. Nella maggior parte dei casi i pannolini lavabili sono in cotone biologico e possono essere lavati in lavatrice anche a basse temperature. Una soluzione economica, e anche green!

 5.    Scegliere il fai-da-te

La dolce attesa può essere un'ottima occasione per dedicare tempo ai propri hobby.
Perché non coniugare questa opportunità con la possibilità di dare spazio alla propria creatività? Il fai-da-te può essere un ottimo modo per risparmiare, approfittando per creare qualcosa di originale con le proprie mani.
Ed è così che in cucina si prepareranno deliziosi omogeneizzati naturali, con il vantaggio di avere il controllo sulla qualità e la tipologia di ingredienti da dare ai bimbi. E poi ancora, magari con l'aiuto di una zia o una nonna desiderose di confezionare doni unici ai nipotini in arrivo, si creerà l'occasione per ridare lustro all'antica tradizione del lavoro a maglia.

 6.    Organizzarsi per tempo

Dopo la maternità, dovendo tornare al lavoro, più di tre coppie su dieci sono costrette a organizzarsi per capire a chi affidare il piccolo durante le ore di assenza. In questo caso, chiedere aiuto a nonni e parenti è un'ottima soluzione per evitare di pagare un asilo nido privato o una babysitter a tempo pieno.
Chi però non ha la fortuna di avere i nonni vicini o disponibili può optare per organizzarsi con gli amici o con altre mamme per darsi una mano a vicenda. E in questo, il social network blu può aiutare moltissimo: sono numerosi i gruppi Facebook che creano un collegamento fra domanda e offerta, mettendo in connessione chi ha tempo ed esperienza a disposizione con chi invece non può occuparsi tutto il giorno dei propri bimbi.
Inoltre, per creare connessioni fra vicini di casa e abitanti dello stesso quartiere, sempre su Facebook, sono attive molte Social Street, pagine riservate ai soli abitanti di una via o di una zona della città che hanno l'obiettivo di creare un ponte tra virtuale e reale, stabilendo i legami di reciprocità e solidarietà che erano parte della nostra vita quotidiana fino a pochi decenni fa.
E se vuoi trovare la babysitter che fa al caso tuo con semplice tap sullo schermo, ecco tre dei siti più utilizzati dai genitori italiani:

7.    Usufruire dei bonus statali


Per chi diventa genitore nel 2019 ci sono diversi benefici e agevolazioni statali. Con l'ultima legge di bilancio sono stati confermati tutti gli incentivi per le nascite in vigore negli anni scorsi, andando anche incontro alle esigenze delle neomamme che lavorano. Ci sono bonus dedicati alla famiglia, ma anche per chi è in stato di gravidanza: per capire come ottenerli, basta una navigata in rete.

Un link di riferimento?
Eccolo:  https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=52847

Se avere un figlio costa tanto e mantenerlo diventa sempre più difficile, perché alle famiglie è richiesto un impegno economico crescente, è pur vero che la nascita di un bambino porta con sé una gioia incontenibile che merita di essere vissuta! 

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