Consigli e suggerimenti da sapere prima di andare a vivere da soli

 Scegliere di vivere da soli è un’importante esperienza di vita che comporta nuove responsabilità e una gestione più oculata del denaro

Consigli e suggerimenti da sapere prima di andare a vivere da soli


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​Andare a vivere da soli è allo stesso tempo un traguardo e un punto di partenza. Diventare indipendenti dalla famiglia, dal punto di vista affettivo ed economico, significa iniziare a concepire la vita in modo nuovo.
Se da un lato si può disporre liberamente del proprio tempo e dei propri spazi, dall'altro comporta avere tutta una serie di responsabilità che non possono essere sottovalutate.

Quando si prende l'importante decisione di uscire di casa si prenderà anche coscienza di quanto costi, sia in termini di impegno che di denaro, organizzare la propria vita e diventare indipendenti.
Pulire casa e cucinare sono solo alcune delle tante azioni giornaliere che la vita in casa con i genitori solitamente evita, ma che diventeranno invece impegni ricorrenti se si sceglie di intraprendere la strada dell'indipendenza.

Non solo, è importante essere consapevoli che occorrerà fare fronte a molte più spese rispetto a quelle fatte vivendo con i propri genitori, e che quindi sarà necessaria una gestione più oculata del denaro.

Ecco quindi una serie di consigli che consentono di risparmiare e limitare le spese per aiutare a vivere al meglio questa nuova importante esperienza.

La casa

La prima cosa da fare quando si decide di andare a vivere da soli è capire se ci si può permettere un mutuo o se, invece, si deve ripiegare su un affitto. Avere la consapevolezza delle proprie esigenze e del budget a disposizione è fondamentale per individuare la futura abitazione.
L'affitto solitamente è la soluzione migliore soprattutto se non si hanno le garanzie tali da poter richiedere un mutuo.
E' comunque un dato di fatto che, sia in caso di affitto che di acquisto, la spesa mensile media indicativamente si aggira intorno ai 500 euro: è importante scegliere quindi un'abitazione il cui canone o la cui rata del mutuo non sia superiore alla metà dello stipendio e in una località dove la presenza di mezzi pubblici consenta di muoversi agevolmente senza ricorrere ogni volta all'auto.

Anche la zona in cui si trova l'abitazione influisce sul costo quindi è meglio scegliere il quartiere in base alle proprie reali possibilità. Scegliere una zona meno costosa, infatti, permette di risparmiare preziose risorse che possono essere usate per altre attività.

Inoltre, quando si sceglie un'abitazione, è importante anche sapere a quanto ammontano le spese condominiali e, nel caso in cui si scelga l'opzione dell'affitto, occorre informarsi se sono o meno comprese nel canone.

Un'altra opzione che deve essere valutata nella scelta della casa è il riscaldamento. Prediligere un appartamento che abbia il riscaldamento autonomo permette di gestire in autonomia la propria caldaia pagando solo il combustibile utilizzato realmente.
Tuttavia, nei condomini con riscaldamento centralizzato è obbligatoria per legge l'installazione delle valvole termostatiche in ciascun termosifone. Questi apparecchi permettono una corretta ripartizione del calore tra le stanze di un appartamento, escludendo automaticamente il termosifone quando viene raggiunta la temperatura impostata.
In entrambi i casi, comunque, le spese per il riscaldamento difficilmente si attestano  al di sotto di 500 euro annui ed è importante ricordarsi di inserirle nel computo del proprio budget.

Se, alla fine, si opta per l'appartamento in affitto, è preferibile stipulare un contratto con cedolare secca. Si tratta di un'imposta che sostituisce Irpef e addizionali, ed è consigliabile perché, oltre ad azzerare le imposte di registro e di bollo, blocca il prezzo dell'affitto. In questo modo, per tutta la sua durata, non aumenterà e non subirà gli adeguamenti Istat annuali.

Da non dimenticare i costi di ingresso in una casa nuova. Anche se si tratta di un pagamento che non si ripeterà tutti i mesi, si tratta di cifre importanti che è opportuno tenere in considerazione.
Innanzitutto il proprietario chiede una caparra che, di solito, corrisponde a 3 mensilità e se ci si è rivolti ad un'agenzia di mediazione, occorre considerare anche il loro onorario.
Un altro passo quando si va a vivere da soli è quello di allacciare le utenze, ovvero subentrare nei contratti di luce, acqua e gas. Questa attività richiede un certo investimento iniziale sia in termini di denaro che di tempo. E prima di attivare un contratto è utile fare delle ricerche per capire qual è la compagnia più conveniente in base alle proprie esigenze.

Anche il capitolo "Bollette / Tasse" è piuttosto oneroso dal punto di vista economico eppure, anche chi vive da solo può risparmiare.

Partiamo dalla bolletta dell'energia elettrica. Il primo passo è scegliere nel mercato libero (che in media ha prezzi più bassi rispetto a quelli dell'Autorità) la tariffa più adatta al proprio profilo.
Inoltre, è opportuno preferire quelle biorarie, che prevedono notevoli riduzioni dell' energia elettrica se utilizzata la sera e i fine settimana.
Le lampadine LED sono un'altra opzione da non sottovalutare: a fronte di una spesa leggermente più alta al momento dell'acquisto, questo tipo di illuminazione non solo fa risparmiare sul consumo ma dura a lungo nel tempo.

Tra le tasse, invece, è bene ricordare la TARI, ovvero la tassa sui rifiuti, che viene calcolata in base ai metri quadrati della casa. In realtà, in base ai diversi regolamenti comunali, per le abitazioni occupate da una sola persona è prevista una riduzione della tassa sui rifiuti.
Per questo motivo è sempre consigliabile consultare il regolamento comunale prima di presentare domanda al proprio Comune di residenza.
Inoltre, se si è optato per l'abitazione in affitto, è bene sapere che l'inquilino paga solo una parte della TARI mentre il resto è a carico del proprietario di casa.

Infine, è importante avere cura della casa e non trascurare la piccola manutenzione necessaria per l'appartamento e l'arredamento. Un rubinetto che perde, se non aggiustato per tempo, farà aumentare il consumo d'acqua e dunque il costo della bolletta. Inoltre l'usura sarà più rapida rendendo più vicina e probabile la sostituzione dell'intero pezzo. Prendersi cura della casa permette quindi di evitare spese superflue.

Contributi per l'affitto da Stato e Regioni

Lo Stato e le Regioni ogni anno mettono a disposizione agli aventi diritto a detrazioni e agevolazioni.
Per quanto riguarda le spese detraibili, sono diverse le categorie degli aventi diritto che possono portare in detrazione spese sostenute nell'anno precedente:

a) Per gli studenti universitari il provvedimento copre fino all'anno 2019 e vale anche se la provincia eletta a luogo di studio è la stessa della residenza anagrafica. La detrazione è valida anche per i genitori che hanno in carico il familiare.
b) Per i giovani tra i 20 e i 30 anni che vivono in affitto è prevista una detrazione IRPEF da calcolare sulla base del reddito
c) Per i titolari di Partita Iva: i professionisti che eleggono l'abitazione anche a uso ufficio possono scaricare il 50% delle spese sostenute per affitto e bollette.
d) Per chi si è trasferito per lavorare, è prevista una detrazione che segue gli scaglioni del reddito. Le condizioni necessarie per godere di questo contributo sono: trasferirsi ad almeno 100 chilometri di distanza dal comune in cui si abitava precedentemente, risiedere nel comune dove si lavora, aver effettuato il trasferimento da meno di tre anni rispetto a quando si presenta la richiesta.

Anche per chi sceglie di acquistare casa, il Fondo di Garanzia Statale Mutui prevede agevolazioni fiscali per accendere un mutuo per l'acquisto della prima casa sia per le giovani coppie e le famiglie monogenitoriali, ma anche per i giovani single under 35 in possesso di un contratto di lavoro atipico.

 Budget e spesa mensile

Per avere sotto controllo la situazione delle entrate e delle uscite, registrare le proprie spese mensili è indispensabile per imparare a gestire i propri soldi con piena e totale consapevolezza.

Esistono numerose app, come ad esempio Pennies, Monefy, Money Lover, Money Target, che consentono di monitorare il proprio budget grazie a impostazioni personalizzate che ciascun utente può settare a seconda delle proprie esigenze.
Essendo istallate direttamente nello smartphone, permettono di registrare le spesa appena fatte.
Attenzione però, per quanto utili queste app da sole non bastano.
È importante stare attenti soprattutto i primi mesi, quando ancora non si ha una visione ben dettagliata di quanto possa costare vivere da soli. Si consiglia quindi di fare attenzione alle spese meno urgenti per cercare di mantenere un margine di sicurezza.

 
Nonostante le difficoltà soprattutto da un punto di vista economico, scegliere di vivere da soli è un'importante esperienza di vita che aiuta a prendere coscienza delle proprie capacità.