Come il Fintech sta cambiando i servizi bancari

 Il digitale rivoluziona anche la finanza: cambiano le modalità con cui facciamo acquisti, otteniamo prestiti, accantoniamo risparmi e ci rapportiamo con le banche. Capire come rendere il Fintech un’opportunità è una sfida molto attuale.


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Quando capì che per estrarre i Bitcoin non gli bastava più il suo vecchio pc che usava per i videogiochi, David Carlson, un ex programmatore di 47 anni, cominciò ad aguzzare l'ingegno. Nel lontano 2012 produrre un Bitcoin gli costava due dollari, e a rivenderlo ne guadagnava dieci. Decise allora di trasferirsi a tre ore da Seattle, nel Mid-Columbia Basin, una sorta di nuovo-vecchio West per i minatori di criptovalute che metteva a disposizione fabbriche dismesse da affittare a poco e riempire di computer, ed energia elettrica a basso costo per farli funzionare a pieno regime. Nacque così la moderna industria dei Bitcoin, uno dei tanti filoni di una storia molto più grande: il Fintech.

Il Fintech è il settore che realizza la digitalizzazione del sistema bancario e finanziario al fine di renderlo più efficiente ed efficace. È un fenomeno nato con la crisi finanziaria del 2008, ed è uno dei settori che si sono maggiormente sviluppati negli ultimi cinque anni.

Oltre al vivace mondo delle start-up, tra i soggetti più coinvolti ci sono i grandi istituti bancari che, per trasformare le modalità di accesso a prodotti e servizi finanziari a beneficio dei loro clienti, stanno investendo nello sviluppo di progetti di tecnofinanza.

La rivoluzione Fintech è iniziata dai sistemi di pagamento, semplificando le transazioni e riducendo i costi di emissione. Un esempio su tutti, PayPal. Nato alla fine degli anni Novanta su idea di Elon Musk, il visionario CEO di SpaceX che sta progettando viaggi su Marte al costo di "soli" 200mila dollari, è un servizio di scambio di denaro su scala planetaria. Garantendo la completa sicurezza delle transazioni, permette di inviare e ricevere pagamenti semplicemente inserendo l'indirizzo email del beneficiario, accompagnato dalla somma che si desidera trasferire. Una semplicità d'uso che ha conquistato milioni di persone nel mondo, tanto da fare di PayPal un sistema di pagamento utilizzato nella maggior parte degli acquisti online.

E anche i sistemi di raccolta del capitale si trasformano, grazie ai portali di Crowdfunding, che permettono alla folla degli utenti ("crowd") di offrire un sostegno economico a un progetto. Inizialmente pensato per sostenere le start-up, questo metodo di finanziamento dal basso riguarda oggi anche gli investimenti finanziari per attività benefiche o di pubblica utilità. Per fare un esempio di casa nostra, pensiamo al portale di crowdfunding "Produzioni dal Basso", che permette ad artisti, scrittori e videomaker indipendenti di mettersi direttamente in contatto con il pubblico per finanziare le proprie produzioni, spesso coraggiose, innovative e, proprio per questo, difficilmente sostenute dai circuiti mainstream di produzione e informazione. Bastano 10 euro per sostenere un film indipendente, e ricevere in cambio il dvd quando la produzione è conclusa. Praticamente il prezzo di una proiezione in un multisala!

Nella stessa direzione si muove anche il Social lending (P2P), un metodo alternativo ai prestiti bancari in cui i privati possono prestarsi denaro senza intermediazioni. Domanda e offerta si incontrano su piattaforme autorizzate, vigilate e regolate dalle autorità. Un esempio è October, la piattaforma di Social lending dedicata alle imprese nata in Francia nel 2012 e presto diventata la più utilizzata in Europa. Con 17mila prestatori che erogano credito per oltre 300 milioni di euro, October contribuisce a dare ossigeno all'economia del nostro continente. I fattori attrattivi per i risparmiatori? La possibilità di scegliere quale PMI sostenere, anche con quote a partire da 20 euro e senza commissioni, in cambio di tassi di interesse sicuramente interessanti.

La reazione del mercato italiano

Il Fintech si è sviluppato enormemente, occupando una fetta di mercato sempre più ampia e imponendosi con successo tra investitori e risparmiatori, grazie ai due grandi vantaggi che ha portato: semplificazione delle procedure e riduzione dei tempi di attesa.

Come ha reagito il mercato italiano?

Il vero boom si è registrato dal 2013: in Italia sono nate oltre un centinaio di piattaforme dedicate ai servizi finanziari, sviluppate principalmente da start-up lombarde nell'ambito dei sistemi di pagamento e della raccolta di capitale. Un successo che si deve soprattutto al cambiamento delle nostre abitudini: gli italiani apprezzano sempre più la banca online, mobile e "fai-da-te".

Un numero crescente di persone accede ogni giorno ai servizi bancari via smartphone o tablet, mentre cala il numero degli sportelli bancari tradizionali e aumentano le postazioni self-service da cui i clienti possono accedere a diversi servizi in autonomia, effettuando per esempio pagamenti o ricariche.

Anche in Italia la corsa alla digitalizzazione finanziaria cresce, e vede da un lato sempre più aziende e istituti di credito che aderiscono a questo processo di trasformazione e dall'altro un numero sempre maggiore di utenti che richiede servizi all'avanguardia.

Gli sviluppi futuri del Fintech

I servizi Fintech saranno più evoluti in futuro. Ci possiamo aspettare sicuramente l'adozione di nuove tecnologie digitali e un uso più intenso dell'enorme volume di dati disponibili (big data), che permetterà alle banche e ad altri operatori di ridurre i costi, migliorando i servizi. I soggetti coinvolti in questo processo saranno sempre più competitivi, mettendo a terra nuove strategie per migliorare l'esperienza finanziaria degli investitori.

Il mondo finanziario diventerà quindi sempre più high tech e sarà protagonista di innovazioni significative, sostenendo la crescita economica e offrendo nuovi vantaggi ai consumatori, alle imprese e a tutto il sistema economico.

È molto probabile che in un futuro non molto lontano per gestire investimenti, accantonare risparmi ed erogare credito non sarà più necessario andare fisicamente in banca, ma si potrà fare tutto comodamente dal proprio pc o smartphone.

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