Come educare i ragazzi attraverso lo sport di squadra

 Impegna, responsabilizza e favorisce lo sviluppo sociale: l’attività sportiva come strumento educativo nel percorso di crescita di bambini e ragazzi

Come educare i ragazzi attraverso lo sport di squadra


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​Che praticare sport sia un'attività sana, che aiuta a mantenersi in forma e in salute è sicuramente risaputo ma ciò che forse viene troppo spesso sottovalutato è il ruolo che riveste la pratica sportiva in ambito sociale e psicologico.
In particolar modo gli sport di squadra possono essere considerati uno strumento educativo a tutti gli effetti e sono fondamentali nel percorso di crescita di bambini e ragazzi per favorire il loro sviluppo sociale.

Il rispetto delle regole. La prima regola di ogni sport di squadra, infatti, insegna che il rispetto degli altri è la base per la competizione. Comprendere l'importanza in uno sport di seguire i dettami o, in caso contrario, ricevere penalità è uno degli elementi essenziali per l'evoluzione psicologica dei ragazzi che rimanda ad un più ampio concetto di rispetto delle norme di convivenza civile.
I più giovani vengono così educati al concetto del fair play e imparano che il confronto è sano quando è leale, nello sport come nella vita.

Saper perdere. Quando si persegue la vittoria a tutti i costi accade che l'aspetto competitivo prevalga sul concetto di fair play e si perdano così di vista tutti gli altri elementi positivi legati allo sport.
Il detto "l'importante non è vincere ma partecipare", attribuito comunemente al pedagogista nonché fondatore delle moderne Olimpiadi Pierre de Coubertin, esplica chiaramente il concetto che nella vita non è essenziale la vittoria quanto la certezza di essersi battuti bene.
Perdere una partita serve per porsi domande sulla propria performance e interrogarsi sull'impegno speso per vincere l'incontro, riuscendo a trasformare la sconfitta in un'occasione di miglioramento.
Di pari passo con la riflessione su quanto si possa fare per giocare meglio la prossima volta deve essere concepito un altro ragionamento importante: e se l'altro fosse più bravo? Accettare di non eccellere in un'attività è fondamentale per apprendere il valore dell'impegno. Perché è solo con costanza, dedizione e sacrificio che si possono ottenere risultati importanti.

Il lavoro di squadra. La sconfitta non serve solo a focalizzarsi sui margini di miglioramento individuale ma aiuta anche a far comprendere ai giovani come la collaborazione possa portare a grandi traguardi, che autonomamente non si sarebbero mai potuti realizzare.
E quando si ha un obiettivo comune i ragazzi imparano a mettere da parte il proprio ego per pensare agli altri, rendendoli consapevoli di ciò che significa essere responsabili delle proprie azioni.

Il terzo tempo, ovvero come gli sport di squadra aiutano a imparare a stare con gli altri.
Il rugby ha una tradizione consolidata ed esclusiva chiamata terzo tempo. Al termine del match i giocatori di entrambe le squadre si trovano per bere e mangiare in compagnia, scambiandosi opinioni e commenti sulla partita appena conclusa: è il momento dove si fa festa insieme.
Questa consuetudine, che nel rugby ha assunto contorni ben precisi e riconoscibili, riflette dei principi fondamentali che appartengono alla totalità degli sport di squadra.
I momenti di confronto post match sono un esempio di come lo sport di squadra possa educare i più giovani a una sana competizione, che comprende non solo la gara ma anche un confronto sulle azioni giocate, con eventuali ammissioni di errori e il riconoscimento del valore dell'avversario, che dopo la partita può diventare un amico.
Il terzo tempo è un appuntamento imperdibile a cui nessun giocatore vuole rinunciare perché è l'occasione per festeggiare insieme, a prescindere dal risultato della partita.

Un eccellente esempio di "terzo tempo" è stata la festa per il Minibasket Virtus Unipol Banca: mercoledì 23 maggio al CSB in via Marzabotto tutti i piccoli cestisti bianconeri sono scesi in campo insieme ai loro genitori e agli istruttori che li hanno accompagnati in questo percorso di sport e vita.
Alberto Bucci, presidente di Virtus Pallacanestro, è intervenuto per raccontare ai ragazzi l'importanza del rapporto con i propri genitori, dei legami di amicizia e del valore della condivisione.
Al termine del gioco, dopo oltre un'ora trascorsa in campo, un'abbondante merenda ha unito grandi e piccini affamati in un vero e proprio momento di divertimento collettivo per celebrare lo sport come condivisione e percorso di crescita.

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