Prendersi cura di un bambino malato non basta

 Sostegno psicologico, strutture per ospitare i familiari e iniziative di raccolta fondi


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​​​La casa, il calore familiare, la vicinanza di genitori e parenti sono indispensabili per tutti i bambini, ancora di più per quelli con problemi di salute.

Quando si ammala un bambino è come se tutta la famiglia perdesse la salute, perché l’evento sconvolge anche le vite di genitori e familiari. Se da un lato il piccolo paziente ha un bisogno estremo della vicinanza dei genitori, dall’altro i genitori hanno a loro volta necessità sia di un sostegno psicologico, per affrontare la malattia, sia di un aiuto logistico, che gli permetta di stare vicini ai loro bambini.

Il personale medico ha ripetutamente evidenziato come la vicinanza della famiglia ai pazienti sia sempre un grande beneficio per entrambi, portando serenità e riducendo lo stress di una situazione difficile.
In numerose strutture sanitarie che hanno in cura lungodegenti pediatrici è ormai prassi trovare, accanto alle iniziative in reparto (clown, piccoli spettacoli e altri divertimenti), anche una serie di sostegni per i genitori, per esempio psicologi specializzati a disposizione di mamma e papà per aiutarli ad affrontare lo stravolgimento che queste malattie portano nelle loro vite.

C’è un altro aspetto che si rivela fondamentale in questi casi: l’aiuto abitativo. Molte famiglie devono infatti allontanarsi da casa per la cura del proprio bambino, recandosi in un’altra città, o addirittura in un’altra regione.
Per questo motivo molte realtà (quasi sempre associazioni e Onlus) si stanno muovendo per accogliere i genitori in strutture predisposte per ospitare i nuclei familiari anche per lunghi periodi.
Questo aspetto, considerato a lungo secondario, ha in realtà un’importanza fondamentale:

- per garantire al bambino un luogo familiare e protetto, dove ritrovare il calore umano necessario per ridurre al minimo lo stress che deriva dalle lunghe terapie;

- per avere uno spazio separato da quello della cura, dove mettere temporaneamente da parte la malattia;

- per permettere al bambino e ai genitori di ricreare i propri spazi, i propri tempi e la propria routine quotidiana (mangiare, giocare e guardare la tv insieme);

- per offrire ai genitori uno spazio meno anonimo e provvisorio di una camera d’hotel, oltre a ridurre l’onere economico e lo stress di dover far quadrare i conti, un’ulteriore preoccupazione che si può aggiungere al dolore legato alla malattia.

Tra le tante non profit impegnate su questo fronte c’è l’associazione Bimbo Tu, Onlus bolognese, che dal 2007 si occupa di sostegno a 360° ai bambini colpiti da patologie importanti e alle loro famiglie.
In questi anni ha portato avanti numerosi progetti dedicati al miglioramento della qualità di vita dei piccoli degenti e delle loro famiglie, raccogliendo fondi per  realizzare reparti a misura dei bambini ed acquistare strumentazione specialistica per la cura di patologie neurologiche importanti.

Quest’anno ha deciso di concentrare i propri sforzi nell’offrire ai genitori dei lungodegenti più giovani un posto dove alloggiare anche per lunghi periodi, così da poter assistere i loro piccoli senza preoccuparsi delle incombenze quotidiane. La struttura di accoglienza sarà realizzata a due passi dal reparto oncologico dell’ospedale Bellaria a San Lazzaro di Savena. 

 

 

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